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Cronologia pubblica · Rischio finanziario dello Stato

68 domande al Ministero dei Trasporti e al governo sul denaro pubblico in airBaltic — e che cosa è successo dopo

Il principio viene applicato in pubblico. La valutazione su cui si fonda non è disponibile.

In breve

  1. Tra il 13 e il 19 agosto ho presentato al Ministero dei Trasporti quattro richieste di informazioni — 49 domande in totale sul rischio finanziario dello Stato in AS Air Baltic Corporation. Tutte erano fondate sugli articoli 2 e 10 della legge sulla libertà di informazione, firmate con firma elettronica sicura e consegnate all’indirizzo elettronico ufficiale con identificativi di consegna.
  2. Con lettera n. 03.2-02/2521 del 20 agosto il ministero ha inoltrato le richieste alla stessa airBaltic «per l’esame nel merito e per la risposta». Il destinatario della lettera è la società; io vi figuro soltanto «per conoscenza». Il 22 agosto ho presentato obiezioni formali. Il 24 agosto ho pubblicato la cronologia procedurale su LinkedIn, Facebook e X. Il 26 agosto il ministero ha comunicato via e-mail che la risposta sarebbe stata fornita entro un mese — in base a una disposizione della legge sulle istanze. Si tratta della posizione opposta a quella assunta nella lettera del 20 agosto. Lo stesso giorno ho presentato una richiesta procedurale di chiarimento (P1–P5).
  3. Mentre prosegue la controversia sulla legge applicabile, il 25 agosto il governo ha adottato una decisione che si fonda direttamente sul principio dell’operatore in un’economia di mercato — vale a dire proprio sulla valutazione su cui pongo domande e che non mi è consentito vedere.
  4. Seguito (26 settembre). A settembre sono state presentate altre tre richieste — 68 domande in totale. Il 14 settembre airBaltic è entrata in riorganizzazione ai sensi del Chapter 11 del codice fallimentare statunitense; l’assemblea degli obbligazionisti è stata annullata. Il Tesoro dello Stato e il ministero non rispondono nel merito alle domande sul mandato e sull’esposizione dello Stato, senza indicare né una norma giuridica né una via di impugnazione. Le domande si spostano su ciò che accade al denaro pubblico nella riorganizzazione. Leggi il seguito ↓
  5. Aggiornamento (2 ottobre). Per la prima volta il Tesoro dello Stato fornisce cifre: i crediti obbligazionari dello Stato alla data di presentazione dell’istanza di Chapter 11 ammontano a 52,4 milioni di euro, e il prestito statale non rimborsato ammonta a 18,6 milioni di euro. Continua a non indicare la decisione di autorizzazione e afferma che a sua disposizione «non ci sono documenti». Lo stesso giorno il Ministero dei Trasporti ha lasciato senza esame le domande 50–68, richiamandosi all’«esercizio dei diritti in mala fede», e ha annunciato che non risponderà più a istanze analoghe. Leggi ↓
  6. Aggiornamento (10 ottobre). Gli atti pubblici del tribunale statunitense mostrano ciò che le autorità lettoni non rendono noto: la società afferma sotto giuramento che per il prestito statale è stata effettuata una valutazione ex ante ; il prestito statale è non garantito e subordinato; le condizioni dei nuovi finanziatori prevedono capitale del governo e un finanziamento di uscita entro il 12 gennaio 2027 circa; lo Stato non fa parte del comitato dei creditori.
  7. Aggiornamento (12 ottobre). Il Tesoro dello Stato conferma che il 24 settembre la Lettonia ha chiesto di entrare nel comitato dei creditori non garantiti, ma non è stata nominata — ne fanno parte gli aeroporti di Tallinn e della Lituania, la Lettonia no. Il Tesoro dello Stato rifiuta di rendere noto il valore contabile dei crediti dello Stato, invocando il segreto commerciale. Leggi ↓
  8. Aggiornamento (12 ottobre, airBaltic). airBaltic conferma di aver inviato la comunicazione sulla riduzione del personale prevista dalla legge sul lavoro all’Agenzia statale per l’impiego e al comune di Mārupe il 29 settembre — quattro giorni prima delle elezioni della Saeima. Ha annunciato pubblicamente le riduzioni il 5 ottobre. Leggi ↓
  9. Aggiornamento (14 ottobre, Mārupe). Il comune di Mārupe conferma che la comunicazione di licenziamento collettivo di airBaltic è stata registrata il 30 settembre; vi sono indicati fino a 700 dipendenti, e la riduzione è prevista a partire dal 29 ottobre. Leggi ↓
Parte prima

Contesto

L’11 agosto 2026 airBaltic ha annunciato un nuovo piano industriale: la flotta deve essere ridotta da 54 a 36 aeromobili entro la fine dell’anno, con un aumento graduale fino a circa 40 aeromobili nel 2031. Il precedente piano per cento aeromobili non è più in vigore.

Fabbisogno di finanziamento: 225 milioni di euro di finanziamento ponte, da garantire con lo stesso pacchetto di garanzie che attualmente assiste le obbligazioni 2029. Nel lungo periodo — ricapitalizzazione con 225 milioni di euro di nuovo indebitamento e 100 milioni di euro di nuovo capitale proprio; una parte delle obbligazioni 2029 esistenti dovrà essere convertita in azioni, il resto sostituito da un nuovo debito, più contenuto, fino a 125 milioni di euro.

Il 17 agosto un’assemblea degli obbligazionisti riconvocata ha approvato la capitalizzazione dei pagamenti delle cedole dovuti il 14 agosto e il 14 novembre — gli interessi vengono aggiunti al capitale anziché pagati in denaro — e una deroga temporanea ai requisiti minimi di liquidità fino a novembre 2026.

Il 20 agosto la Saeima ha approvato, con procedura d’urgenza, la legge sulle misure di stabilizzazione finanziaria di Air Baltic Corporation AS. Hanno votato a favore 54 deputati, 21 contro, uno si è astenuto. Il Presidente ha promulgato la legge il 25 agosto ed essa è entrata in vigore il 26 agosto.

Il 25 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato la relazione informativa del Ministero dei Trasporti, differendo al 30 dicembre 2026 il pagamento del capitale residuo del prestito statale, pari a 18 milioni di euro, degli interessi e della commissione di differimento, e mantenendo la commissione annua di differimento del 2%.

Parte seconda

Tre ruoli in una sola mano

Il nucleo analitico della campagna è questo: nei confronti di airBaltic lo Stato è contemporaneamente azionista, obbligazionista e finanziatore.

Non è una mia interpretazione. Sono le parole dello stesso legislatore. La dichiarazione della commissione Bilancio e finanze (fiscalità) della Saeima sul progetto di legge afferma che il suo scopo è dare allo Stato, in quanto azionista, creditore e obbligazionista di airBaltic, la possibilità di adottare tempestivamente decisioni nel processo di stabilizzazione finanziaria della società e di agire su un piano di parità con gli altri investitori e creditori.

La stessa formulazione ricorre nella dichiarazione del Ministero dei Trasporti del 25 agosto: lo Stato, in quanto azionista, creditore e obbligazionista, mantiene la possibilità di difendere i propri interessi in modo coordinato, in condizioni di parità con gli altri operatori di mercato.

Perché questo è un problema. Ciascun ruolo richiede una linea d’azione opposta:

  • Azionista

    Ha interesse alla sopravvivenza della società a qualsiasi prezzo, perché in caso di insolvenza la sua posizione è l’ultima in graduatoria.

  • Creditore

    Ha interesse a recuperare il proprio credito — se necessario, anche a spese dell’azionista.

  • Obbligazionista

    Vota sulla ristrutturazione dei propri crediti insieme ad altri obbligazionisti, il cui interesse può risiedere nell’esito opposto.

Quando un’unica istituzione detiene tutte e tre le posizioni, vota sul proprio credito, valuta la propria decisione e conferma a sé stessa di aver agito come un operatore di mercato. È proprio quest’ultimo passaggio — la valutazione secondo il principio dell’operatore in un’economia di mercato (MEOP) — a costituire la pietra angolare delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato. Se la valutazione non viene pubblicata, non è possibile verificarla.

Non si tratta di un’accusa di macchinazione. Si tratta di un difetto della struttura di governance che crea un conflitto di interessi sistemico, indipendentemente dalle intenzioni delle persone coinvolte. È così che l’ho formulato in ogni richiesta.

Parte terza

Che cosa è stato chiesto

Quattro richieste · 13–19 agosto
Richiesta Data Domande Consegna
Richiesta principale 13.08.2026, 21:13 1–30 indirizzo elettronico ufficiale, OEAL-1104534520
Prima integrativa 15.08 (e-mail) / 19.08, 05:44 (duplicato tramite indirizzo elettronico ufficiale) 31–38 Ministero delle Finanze, n. di registrazione 2026/9785
Seconda integrativa 18.08 / consegnata il 19.08, 05:44 39–44 indirizzo elettronico ufficiale, OEAL-1104845810
Terza integrativa 19.08, 22:14 45–49 indirizzo elettronico ufficiale, OEAL-1105000891

Le domande per blocchi

  • 1–5 Liquidità e pagamentiIl pagamento della cedola, il voto del Tesoro dello Stato, il rimborso del prestito statale, la posizione di cassa, il conto di riserva delle obbligazioni.
  • 6–12 Struttura del finanziamentoChi fornisce i 225 milioni, a quali condizioni, quale ne sia il rango rispetto alle obbligazioni esistenti, a quale valutazione avvenga la conversione, quale sarà in seguito la partecipazione dello Stato.
  • 13–16 Esposizione complessivaQuanto rischia complessivamente lo Stato, quanto considera recuperabile, dove si colloca il tetto di rischio, come viene prevenuto il conflitto di interessi.
  • 17–19 Diritto dell’UELa conformità al principio «prima e ultima volta», la valutazione MEOP, le comunicazioni con la Commissione europea.
  • 20–25 Piano industrialeQuali rotte devono essere chiuse, che cosa accade al segmento ACMI, come devono essere gestiti i contratti con i locatori, l’impatto sull’aeroporto e sul traffico aereo.
  • 26–30 Vigilanza e responsabilitàIndicatori intermedi misurabili, le conseguenze del loro mancato raggiungimento, la responsabilità per l’emissione del 2024 con cedola del 14,5%.
  • 31–38 Decisioni del Consiglio dei ministri del 14 agostoLe condizioni dell’acquisto di obbligazioni aggiuntive, la proroga del prestito, la disponibilità della relazione informativa.
  • 39–44 Conseguenze dell’assemblea del 17 agostoCome ha votato il Tesoro dello Stato su ciascun punto, su quale base lo Stato ha acconsentito alla capitalizzazione dei propri interessi, come ciò si riflette nella contabilità.
  • 45–49 Struttura dei detentori e rischi di controlloI risultati dell’identificazione dei detentori, la stima di 506 milioni di euro degli attivi a garanzia, la valutazione di uno scenario loan-to-own , il test MEOP prima dell’acquisto da 50 milioni di euro nel 2024.

Ogni richiesta contiene la stessa riserva: se una risposta è preclusa dal segreto commerciale o da negoziati in corso, si prega di indicare la specifica norma giuridica, la data dopo la quale l’informazione diventerà disponibile e se essa possa essere fornita a una commissione della Saeima in seduta a porte chiuse.

Parte quarta

La risposta del ministero: l’inoltro alla società

Lettera n. 03.2-02/2521 del 20 agosto 2026, firmata dal segretario di Stato, ricevuta all’indirizzo elettronico ufficiale il 21 agosto alle ore 08:17. Contenuto: richiamando l’articolo 4, comma 1, della legge sulle istanze, il ministero inoltra le istanze ad AS Air Baltic Corporation per l’esame nel merito e per la risposta. Al tempo stesso il ministero chiede alla società di informarlo della risposta fornita.

Due obiezioni.

Primo — è stata applicata una legge che non riguarda questi documenti. L’articolo 2, comma 2, della legge sulle istanze stabilisce che tale legge non si applica alle richieste di informazioni che devono essere esaminate ai sensi della legge sulla libertà di informazione. Tutti e quattro i documenti sono espressamente fondati sugli articoli 2 e 10 della legge sulla libertà di informazione.

Secondo — l’inoltro a un soggetto che non è un’autorità pubblica. Anche se la legge sulle istanze fosse applicabile, il suo articolo 4, comma 1, consente l’inoltro soltanto a un’altra autorità competente. Una società per azioni alla quale non sono stati delegati compiti di pubblica amministrazione nel settore pertinente non è un’autorità ai sensi di tale legge e non ha alcun obbligo di legge di rispondere alla richiesta di informazioni di un privato. L’inoltro a un soggetto privo dell’obbligo di rispondere costituisce, nella sostanza, un rifiuto di esaminare le richieste — senza formalizzare il rifiuto in una forma che possa essere impugnata.

E l’argomento pratico, che non è giuridico. La società oggettivamente non può rispondere:

  • come ha votato il Tesoro dello Stato all’assemblea del 17 agosto e su quale base;
  • che cosa ha deciso il Consiglio dei ministri nella seduta straordinaria a porte chiuse del 14 agosto;
  • se e chi abbia predisposto la valutazione MEOP e se vi siano state comunicazioni con la Commissione europea;
  • quale sia l’esposizione finanziaria complessiva dello Stato e dove si collochi il tetto di rischio.

Si tratta di decisioni dello Stato, documenti dello Stato e contabilità dello Stato.

Una circostanza ulteriore. La lettera è datata 20 agosto — lo stesso giorno in cui la Saeima ha approvato la legge sulle misure di stabilizzazione finanziaria di airBaltic, che stabilisce una procedura speciale proprio per la partecipazione dello Stato a questo processo e obbliga il Consiglio dei ministri a riferire trimestralmente alla commissione Bilancio e finanze (fiscalità) della Saeima.

Il 22 agosto alle ore 09:21 ho presentato obiezioni formali con una rinnovata richiesta di risposte nel merito. Copie per conoscenza — al Ministero delle Finanze, al Tesoro dello Stato e alla commissione Bilancio e finanze (fiscalità) della Saeima.

Parte quinta

La seconda contraddizione: la comunicazione del 26 agosto

Il 26 agosto 2026 alle ore 09:34 è pervenuta dall’indirizzo e-mail del ministero una comunicazione: ai sensi dell’articolo 5, comma 3¹, della legge sulle istanze, la risposta alla «richiesta di informazioni» sarebbe stata fornita entro un mese. La comunicazione non indica né numero di registrazione, né autore, né firmatario.

Qui vi sono tre problemi distinti.

Posizioni inconciliabili. La lettera del 20 agosto si basa sul presupposto che spetti alla società rispondere. La comunicazione del 26 agosto si basa sul presupposto opposto — che risponderà il ministero e che il termine decorra presso il ministero. Le due posizioni non possono valere contemporaneamente. Se le domande non rientrano nella competenza del ministero, questo non computa alcun termine. Se lo computa, non vi era alcun fondamento per l’inoltro.

Qualificazione contro conseguenze. Il ministero stesso definisce i miei documenti richieste di informazioni, ma fissa il termine in base a una legge che, secondo il suo stesso articolo 2, comma 2, non si applica alle richieste di informazioni.

Un’eccezione invocata senza un presupposto accertato. Nella versione in vigore dal 1º marzo 2026, l’articolo 5, comma 3, della legge sulle istanze fissa il termine generale — non oltre 10 giorni lavorativi. Il termine di un mese ai sensi dell’articolo 5, comma 3¹, è un’eccezione, applicabile soltanto quando occorre acquisire informazioni aggiuntive, è necessaria la cooperazione con altre autorità o deve essere analizzato un grande volume di informazioni. La comunicazione non indica quale di questi tre presupposti sia stato accertato. È citata soltanto la disposizione.

La scelta ha conseguenze. L’articolo 10, comma 5, della legge sulle istanze stabilisce che le questioni derivanti dall’articolo 5, comma 3¹, non sono soggette a controllo giurisdizionale. La legge sulla libertà di informazione non contiene alcuna esclusione equivalente. La scelta della legge applicabile determina quindi direttamente se il richiedente conservi un qualsiasi rimedio giuridico.

Il 26 agosto ho presentato una richiesta procedurale di chiarimento con cinque domande (P1–P5) — sullo status della lettera del 20 agosto, sul presupposto accertato, sulla legge applicabile, sulla data da cui decorre il termine per ciascuno dei quattro documenti e sui numeri di registrazione. Termine di risposta richiesto — cinque giorni lavorativi.

Questo documento non ritira le obiezioni del 22 agosto.

Parte sesta

Perché è importante proprio adesso

Mentre prosegue la controversia su quale legge si applichi alle mie domande, le decisioni vengono prese.

Il 25 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato le modifiche al contratto di prestito statale di aprile. La dichiarazione del ministero afferma espressamente che le modifiche saranno apportate nel rispetto del principio dell’operatore in un’economia di mercato e in applicazione delle norme sugli aiuti di Stato. La stessa dichiarazione conferma che il Tesoro dello Stato continuerà a rappresentare lo Stato in quanto obbligazionista e a partecipare alle future assemblee, sostenendo le misure approvate dal governo.

Ciò significa quanto segue. Lo Stato invoca pubblicamente il principio dell’operatore in un’economia di mercato come base giuridica del proprio operato — e al tempo stesso rifiuta, o rinvia di un mese, la risposta alle domande su chi abbia predisposto tale valutazione, con quale metodo, con quale conclusione e se la Commissione europea ne sia stata informata (domande 17–19, 33, 40 e 49).

Il principio viene applicato in pubblico. La valutazione su cui si fonda non è disponibile.

La seconda circostanza riguarda la sequenza. Il Tesoro dello Stato ha votato all’assemblea degli obbligazionisti il 17 agosto, acconsentendo alla capitalizzazione dei propri proventi da interessi. La legge che stabilisce una procedura speciale per la partecipazione dello Stato a questo processo è stata approvata il 20 agosto. Il voto è avvenuto prima della legge. Ciò di per sé non significa illegittimità — l’autorizzazione del governo al Tesoro dello Stato era stata data in precedenza, alla fine di luglio — ma significa che la struttura del credito dello Stato è stata modificata prima del quadro parlamentare che ora disciplina tali decisioni.

Parte settima

Pubblicazioni

Il 24 agosto alle ore 07:30 ho pubblicato la cronologia procedurale su tre canali: LinkedIn, Facebook e X (un thread di nove post). Contenuto — la documentazione della consegna delle richieste, la lettera del 20 agosto, entrambe le obiezioni giuridiche e un confronto con la condotta del Ministero delle Finanze (che, avendo ricevuto gli stessi documenti soltanto per conoscenza, ne ha confermato la registrazione entrambe le volte — il 17 agosto con il n. 2026/9785 e il 20 agosto con il n. 2026/9999).

Questo articolo è la versione canonica. I post sui social media rimandano a esso.

Parte ottava

Che cosa non è noto

Un elenco onesto.

  • Come ha votato il Tesoro dello Stato su ciascun punto dell’ordine del giorno del 17 agosto, separatamente. È noto che sono state adottate decisioni; il contenuto e la motivazione del voto dello Stato non sono stati pubblicati.
  • Se una valutazione MEOP esista effettivamente per iscritto per ciascun singolo passaggio — il prestito di aprile, la sua proroga, la capitalizzazione degli interessi, il previsto acquisto di obbligazioni aggiuntive.
  • Se e quando vi siano state comunicazioni con la Commissione europea.
  • La valutazione della società (pre-money valuation) in base alla quale i crediti saranno convertiti in capitale, e chi la effettua.
  • L’esposizione complessiva dello Stato in un’unica cifra dopo l’attuazione di tutte le decisioni di agosto.
  • I parametri che circolano nello spazio pubblico — una riduzione della partecipazione dello Stato al 25% più un’azione e una ricapitalizzazione complessiva di 325 milioni di euro — non hanno una fonte primaria. Nella mia domanda 43 li ho espressamente indicati come non confermati e ho chiesto che fossero confermati o smentiti. La legge stessa fissa limiti diversi: acquisto di obbligazioni di nuova emissione fino a 30 milioni di euro, conversione dei crediti obbligazionari detenuti dallo Stato fino a 50 milioni di euro.

Le cifre citate in questo articolo provengono da fonti pubbliche. Se una di esse risulta inesatta, la correggerò e segnalerò la correzione.

Parte nona

Che cosa segue

  • Una risposta alle domande procedurali P1–P5.
  • La posizione del ministero sulla legge applicabile — da cui dipende se un rifiuto possa essere impugnato in giudizio in quanto tale.
  • Risposte nel merito alle domande 1–49.
  • La prima relazione trimestrale del Consiglio dei ministri alla commissione Bilancio e finanze (fiscalità) della Saeima ai sensi della nuova legge.
  • Le condizioni effettive dell’operazione di finanziamento ponte e se lo Stato vi partecipi a condizioni identiche a quelle degli investitori privati, come affermato pubblicamente.

Se le risposte non verranno fornite o se un rifiuto non sarà formalizzato secondo le modalità previste dalla legge sulla libertà di informazione, mi avvarrò del diritto, previsto dall’articolo 15 di tale legge, di impugnare la decisione dell’autorità e la sua condotta di fatto.

Seguito — 26 settembre 2026. Dalla prima versione di questo articolo sono state presentate altre tre richieste, il ministero ha fornito la sua prima risposta nel merito e airBaltic è entrata in una riorganizzazione per insolvenza negli Stati Uniti. Di seguito — nell’ordine in cui è avvenuto.

Parte decima

Da 49 a 68 domande

Tre ulteriori richieste · 6–22 settembre
Richiesta Data Domande Destinatario
Quarta integrativa 06.09.2026 50–57 (+ P6) Ministero dei Trasporti; Tesoro dello Stato (direttamente: 50, 52, 56)
Quinta integrativa 11.09.2026 58–61 (+ P7) Ministero dei Trasporti; Tesoro dello Stato
Sesta integrativa 22.09.2026 62–68 (+ P8) Consiglio dei ministri (Cancelleria di Stato); Ministero dei Trasporti

Linee di indagine

  • 50–52 La posizione dello Stato nel votoQuale mandato sia stato conferito al Tesoro dello Stato per l’assemblea degli obbligazionisti, in quale seduta del Consiglio dei ministri sia stato approvato, se lo Stato parteciperà alla nuova emissione e a condizioni identiche a quelle dei finanziatori privati.
  • 53–55 Il principio dell’operatore di mercato a un prezzo notoIn che modo la commissione di differimento del 2% applicata dallo Stato sia conforme al principio dell’operatore in un’economia di mercato, quando il mercato, per lo stesso debitore nello stesso periodo, chiede il 25% annuo in posizione di rango superiore (senior).
  • 56–57 Esposizione complessivaIl rischio finanziario complessivo dello Stato in un’unica cifra e per posizione; quanto ritiene realisticamente recuperabile.
  • 58–61 L’assemblea rinviata e il mandatoDopo che l’assemblea è stata rinviata e il governo non ha adottato alcuna decisione.
  • 62–68 Conseguenze del Chapter 11L’autorizzazione dello Stato, la sua posizione, la recuperabilità e le nuove passività nel quadro della riorganizzazione.
Parte undicesima

La prima risposta nel merito — e il suo limite

Il 4 settembre 2026, con lettera n. 03.2-02/2658, il Ministero ha risposto per la prima volta nel merito a una parte delle domande 1–49. Le risposte alle domande sul prezzo, sulla durata, sulle garanzie, sulla priorità e sui finanziatori del finanziamento ponte (6–12, 31) sono state negate con la motivazione che si tratta di informazioni privilegiate ai sensi del regolamento (UE) n. 596/2014, «che non possono essere divulgate a una singola persona prima della loro comunicazione al mercato». La risposta alla domanda 47 (priorità del nuovo finanziamento rispetto alla posizione dello Stato) è stata negata in quanto segreto commerciale; sulla domanda 48 (scenario di cambio di controllo) il Ministero ha dichiarato che non è stata effettuata alcuna valutazione.

Un problema di tempistica. La lettera è stata firmata il 4 settembre — il giorno dopo che la stessa airBaltic, il 3 settembre, aveva annunciato pubblicamente al mercato un accordo su un finanziamento ponte fino a 257 milioni di euro (obbligazioni senior, 25% annuo, con scadenza nel febbraio 2027; finanziatori Polus Capital Management e Klirmark Capital 4). La lettera, inoltre, non indica alcuna modalità di impugnazione. La richiesta procedurale P6 segnala questa contraddizione.

Ciò che è stato negato in quanto «informazione privilegiata prima della comunicazione al mercato» era già stato comunicato al mercato.

Parte dodicesima

Due eventi che hanno riordinato le domande

Un’assemblea rinviata, poi scomparsa. L’assemblea degli obbligazionisti, originariamente prevista per l’11 settembre, è stata rinviata al 15 settembre — il presidente del consiglio di sorveglianza, Andrejs Martinovs, ha spiegato che gli obbligazionisti avevano bisogno di più tempo per esaminare il progetto di delibera. L’8 settembre il Consiglio dei ministri non ha adottato alcuna decisione sulla partecipazione dello Stato al finanziamento di transizione; il ministro dei Trasporti Rihards Kozlovskis ha dichiarato che «al momento la questione di un possibile investimento dello Stato non è all’ordine del giorno».

Chapter 11. Il 14 settembre 2026 AS Air Baltic Corporation ha presentato domanda di riorganizzazione finanziaria ai sensi del Chapter 11 del codice fallimentare statunitense presso il tribunale fallimentare degli Stati Uniti per il distretto meridionale di New York (causa n. 26-12188, giudice Lisa G. Beckerman). Le dichiarazioni pubbliche menzionano un impegno di finanziamento debtor-in-possession di circa 350 milioni di euro (Strategic Value Partners, Barclays, Hayfin Capital Management, Morgan Stanley, Oaktree Capital Management); il procedimento potrebbe durare fino a circa giugno 2027; i voli proseguirebbero regolarmente. L’assemblea degli obbligazionisti prevista è stata annullata e la votazione sul finanziamento di transizione non ha avuto luogo.

Nello spazio informativo lettone ciò è stato confermato non da una dichiarazione del Ministero, ma dalla risposta del Tesoro dello Stato alla mia richiesta.

Parte tredicesima

La risposta del Tesoro dello Stato — e perché non risponde

Il 22 settembre 2026, con lettera n. 2026/3-5.19/899, il Tesoro dello Stato ha risposto alle domande 50, 52 e 56, che gli erano state rivolte direttamente. Il nucleo della risposta: (a) le circostanze di fatto sono cambiate — airBaltic è entrata nel procedimento di Chapter 11, l’assemblea è stata annullata, nessuna votazione ha avuto luogo; (b) il Tesoro dello Stato agisce esclusivamente nell’ambito dell’autorizzazione conferita dal Consiglio dei ministri; (c) le informazioni sono fornite nel rispetto delle restrizioni di accesso.

Alla sostanza delle domande — come ha votato, qual è l’esposizione, qual è il mandato — non viene data risposta. Come nella lettera del Ministero del 4 settembre, anche qui non è indicata alcuna disposizione giuridica specifica per ciascuna domanda rimasta senza risposta e non è indicata alcuna modalità di impugnazione, come richiede la legge sulla libertà di informazione.

Ma la notizia principale è la notizia in sé: denaro pubblico — capitale sociale, obbligazioni, un prestito — è impegnato in una società passata a una riorganizzazione per insolvenza nella giurisdizione di un altro Stato.

Le domande non scompaiono. Si spostano su ciò che accade al denaro pubblico nella riorganizzazione.

Parte quattordicesima

La sesta richiesta: le conseguenze della riorganizzazione

Il 22 settembre ho presentato la sesta richiesta integrativa, questa volta indirizzata al Consiglio dei ministri (Cancelleria di Stato) e al Ministero dei Trasporti in qualità di detentore delle quote dello Stato.

  • 62 AutorizzazioneSu quale specifica decisione del Consiglio dei ministri (numero, data, punto del verbale) si fondano le azioni del Tesoro dello Stato e del Ministero.
  • 63 Decisioni del governoQuando e con quale decisione il governo ha deciso, o deciderà, sulla condotta dello Stato nel procedimento di Chapter 11.
  • 64 30 milioniLo stato della partecipazione statale prevista dalla legge dopo l’annullamento dell’assemblea — attuata, rinviata o revocata.
  • 65 EsposizioneIl rischio complessivo dello Stato dopo il Chapter 11 — in totale e per posizione, con valore contabile e svalutazione rilevata.
  • 66 Priorità e recuperabilitàIn che modo il procedimento incide sui crediti dello Stato in qualità di obbligazionista e di finanziatore; se è stata effettuata una valutazione.
  • 67 Il prestito da 18 milioniIl saldo in scadenza il 30.12.2026 — da riscuotere, prorogare o stralciare.
  • 68 Nuovi impegniSe lo Stato ha assunto o intende assumere nuovi impegni finanziari in relazione alla riorganizzazione o al rifinanziamento; in caso affermativo, per quale importo e con quale decisione.

La richiesta procedurale P8 chiede nuovamente risposte nel merito alle domande precedentemente rimaste senza risposta (tra cui 6, 7, 9, 31, 47 e 50–61), nella misura in cui le informazioni non sono più soggette a restrizioni a seguito della loro comunicazione al mercato o del mutamento delle circostanze.

La risposta della Cancelleria di Stato (25 settembre). La richiesta era indirizzata anche al Consiglio dei ministri, ma l’ho inviata tramite l’indirizzo elettronico ufficiale con la dicitura «copia». Il 25 settembre la Cancelleria di Stato ha risposto, con lettera n. 6.2.2./2026-FIZ-904-3015, che il Ministero dei Trasporti elabora e coordina la politica del settore dell’aviazione ed è il detentore delle quote dello Stato in airBaltic; poiché la richiesta al Consiglio dei ministri era stata inviata per conoscenza e contemporaneamente anche al Ministero, la Cancelleria di Stato non l’avrebbe inoltrata e del suo contenuto «si prende atto». La risposta nel merito alle domande 62–68 è quindi attesa dal Ministero dei Trasporti — entro il termine fissato dall’articolo 14 della legge sulla libertà di informazione: 15 giorni (intorno al 7 ottobre) o, se le informazioni richiedono un’ulteriore elaborazione, 30 giorni.

Parte quindicesima

La seconda risposta del Tesoro dello Stato: le prime cifre

Il 2 ottobre 2026, con lettera n. 2026/3-5.19/931, il Tesoro dello Stato ha risposto alla mia richiesta di chiarimenti del 22 settembre. Per la prima volta la risposta contiene cifre specifiche sui crediti dello Stato nei confronti di airBaltic.

Il resto della risposta ripete la precedente: la posizione dello Stato è stabilita dal Consiglio dei ministri, la votazione sul finanziamento di transizione non ha avuto luogo, quindi «non vi sono informazioni aggiuntive da fornire». Sulla votazione del 17 agosto il Tesoro dello Stato scrive di avere «agito nell’ambito dell’autorizzazione conferitale», ma ancora una volta non indica la decisione di autorizzazione. La risposta si conclude affermando che presso il Tesoro dello Stato «non vi sono documenti da presentare».

Il Tesoro dello Stato afferma inoltre che nella sua risposta del 22 settembre non ha negato alcuna informazione. Ciò significa che non vi è alcun rifiuto e quindi nulla da impugnare, ma non vi è neppure una risposta nel merito.

Per questo il 2 ottobre ho presentato due brevi richieste. Al Tesoro dello Stato (P9): quale decisione del Consiglio dei ministri ha conferito il mandato il 17 agosto (prima che la legge di stabilizzazione fosse adottata il 20 agosto), come ha votato il Tesoro dello Stato, di che cosa si compongono i 52,4 milioni di euro, se i crediti dello Stato sono stati insinuati presso il tribunale statunitense e quale ne è il valore contabile. Al Consiglio dei ministri (P10), questa volta come richiesta e non come copia: sulle decisioni di autorizzazione, sull’azione dello Stato nel procedimento di Chapter 11 e sul prestito da 18 milioni di euro dopo il 30 dicembre.

Parte sedicesima

Il Ministero smette di rispondere

Lo stesso giorno, il 2 ottobre, il Ministero dei Trasporti ha risposto alle richieste del 6, dell’11 e del 22 settembre (domande 50–68 e richieste procedurali P6–P8) con lettera n. 03.2-02/2951, firmata dal segretario di Stato Andulis Židkovs. Non vi sono risposte alle domande. Il Ministero «lascia le istanze senza ulteriore esame».

La lettera è stata firmata da un segretario di Stato che sta per passare a un altro incarico: il 18 giugno la Saeima ha nominato Andulis Židkovs nel consiglio della Commissione per la regolamentazione dei servizi pubblici, dove entrerà in carica il 19 ottobre (LSM). È stato bandito un concorso per il posto di segretario di Stato del Ministero dei Trasporti.

Il fondamento indicato è l’articolo 7, comma 1, punti 5 e 7, della legge sulle istanze: una risposta sarebbe già stata data con la lettera del 4 settembre, le circostanze non sarebbero cambiate e il richiedente eserciterebbe i propri diritti in mala fede. Il Ministero richiama la giurisprudenza della Corte suprema secondo cui il numero e la frequenza delle istanze possono esserne indice. Scrive che «la numerazione delle domande è proseguita fino alla domanda 68» e che rispondere «richiederebbe un impiego sproporzionato delle risorse del Ministero dei Trasporti». Per le nuove circostanze, compreso il Chapter 11, il Ministero suggerisce di consultare le dichiarazioni ufficiali delle istituzioni e di airBaltic.

La lettera si conclude con un avvertimento: se il Ministero riceverà un’istanza di contenuto analogo, «ne prenderà atto e non fornirà risposta».

Il Tesoro dello Stato dice: la posizione dello Stato è stabilita dal Consiglio dei ministri. La Cancelleria di Stato dice: chiedete al Ministero dei Trasporti. Il Ministero dei Trasporti dice: smettete di chiedere.

Commento. Le domande sono molte; è vero. Ma il loro numero è cresciuto perché alle prime non è stata data risposta nel merito e perché la situazione è cambiata: mentre il Ministero preparava la risposta del 4 settembre, airBaltic non era ancora in riorganizzazione. Le domande sulle conseguenze del Chapter 11, sulla recuperabilità dei crediti dello Stato e sul prestito da 18 milioni di euro dopo il 30 dicembre non potevano essere poste il 4 settembre, e quindi non poteva esservi data nemmeno risposta.

Quattro obiezioni giuridiche:

  • Ancora una volta è stata applicata una legge che non riguarda questi documenti. L’articolo 2, comma 2, della legge sulle istanze stabilisce che tale legge «non si applica alle richieste di informazioni che sono esaminate conformemente alla legge sulla libertà di informazione». Tutte le richieste si fondano sulla legge sulla libertà di informazione. È lo stesso errore della lettera del 20 agosto con cui le richieste erano state inoltrate ad airBaltic.
  • La legge sulla libertà di informazione prevede un proprio motivo di rifiuto, che però non è stato utilizzato. L’articolo 11.2, comma 3, consente il rifiuto qualora una richiesta non sia proporzionata alle risorse dell’istituzione. La lettera del Ministero quasi lo parafrasa, ma richiama un’altra legge.
  • La lettera non indica dove ed entro quale termine la decisione possa essere impugnata. Lo richiede l’articolo 12, comma 1, della legge sulla libertà di informazione. Il punto 21 del regolamento del Ministero dei Trasporti prevede che gli atti amministrativi del segretario di Stato siano impugnati dinanzi a un tribunale e, in tal caso, l’articolo 188, comma 3, della legge sul procedimento amministrativo estende il termine a un anno.
  • L’avvertimento sulle richieste future si basa sulla stessa legge sulle istanze. La legge sulla libertà di informazione non contiene alcuna disposizione che consenta a un’istituzione di annunciare in anticipo che non risponderà a richieste future; ogni richiesta deve essere valutata nel momento in cui viene ricevuta.

Per correttezza: l’argomento principale del Ministero non è puramente formale. La Corte suprema ha più volte sottolineato che anche il diritto di richiedere informazioni deve essere esercitato in buona fede e ha formulato criteri per valutare la mala fede. Dunque la questione se le richieste siano troppe è di per sé legittima. Ma in questo caso tali criteri devono essere applicati alle circostanze concrete: le domande riguardano oltre 70 milioni di euro di crediti dello Stato in una società entrata in riorganizzazione in un’altra giurisdizione; alcune di esse sono sorte dopo la risposta del Ministero; e sono poste dal redattore di un mezzo di informazione registrato per informare il pubblico.

Se questa decisione sia legittima sarà ora valutato da un tribunale. Sto preparando un ricorso al Tribunale amministrativo distrettuale.

Parte diciassettesima

Che cosa sa il tribunale statunitense

Il 2 ottobre il Ministero dei Trasporti ha suggerito di cercare le nuove circostanze nelle dichiarazioni ufficiali delle istituzioni e di airBaltic. Esiste un’altra fonte pubblica: gli atti della causa n. 26-12188 del tribunale fallimentare degli Stati Uniti, accessibili a chiunque. Li ho letti. Quanto segue riporta solo ciò che vi è scritto, con il numero di registro (Dkt.) e la pagina. Dove si tratta dell’affermazione di una parte e non di un fatto, ciò è indicato.

Una valutazione del prestito statale esiste, almeno secondo la società. La dichiarazione del direttore finanziario Vitālijs Jakovļevs, depositata presso il tribunale il 14 settembre sotto pena di spergiuro (Dkt. 14, p. 27), afferma che il prestito statale è stato concesso a condizioni commerciali dopo una valutazione ex ante della situazione finanziaria della società nonché del prezzo e della durata del prestito. È esattamente la valutazione che ho chiesto con la domanda 53. Il Ministero non l’ha resa disponibile al pubblico lettone e il 2 ottobre ha dichiarato che non risponderà più a domande analoghe.

Il prestito statale è non garantito e subordinato. La stessa dichiarazione (pp. 17, 19) indica il prestito statale di 30 milioni di euro come debito subordinato senza garanzie. Circa 12,9 milioni di euro erano stati rimborsati entro luglio e al 14 settembre il saldo comprensivo di interessi ammonta a circa 18,6 milioni di euro. Ciò corrisponde alla cifra comunicata dal Tesoro dello Stato il 2 ottobre. In una riorganizzazione, un credito non garantito si colloca di norma dopo i creditori garantiti, compreso il nuovo finanziamento debtor-in-possession (DIP).

Un precedente prestito statale è stato rimborsato con obbligazioni al 14,5%. La dichiarazione (p. 26) afferma che i proventi delle obbligazioni del 2024 sono stati utilizzati per rimborsare le eurobbligazioni del 2019 e un prestito statale di 36,1 milioni di euro. Si tratta delle stesse obbligazioni che sono ora oggetto di ristrutturazione.

Ciò che il Ministero nega al pubblico lettone, la società lo afferma sotto giuramento davanti a un tribunale statunitense.

Le condizioni dei nuovi finanziatori prevedono già denaro dello Stato. Il term sheet dell’ordinanza DIP provvisoria (16 settembre, Dkt. 45) fissa traguardi entro 120 giorni, ossia intorno al 12 gennaio 2027 (pp. 79–80). Entro tale data devono esservi un impegno vincolante di apporto di capitale da parte del governo lettone e/o di investitori strategici, un impegno del governo a sostenere il piano di ristrutturazione e un finanziamento di uscita vincolante da parte del governo e/o di altri soggetti. La partecipazione dello Stato deve essere conforme alle norme dell’UE sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione nel settore dell’aviazione. Se lo Stato partecipa, deve rinunciare all’immunità sovrana (p. 59).

Il contratto di credito DIP (Dkt. 79, p. 112) definisce il cambio di controllo come la situazione in cui la Repubblica di Lettonia detiene meno dell’85% delle azioni con diritto di voto o perde il controllo sulla nomina del consiglio di gestione. Il contratto fa inoltre riferimento a un’autorizzazione della Commissione europea in materia di aiuti di Stato per la partecipazione della Repubblica di Lettonia alla ristrutturazione (p. 195).

A titolo di confronto: l’8 settembre il ministro dei Trasporti aveva dichiarato che un investimento dello Stato «al momento non è all’ordine del giorno». La mia domanda 68 sui nuovi impegni dello Stato in relazione alla riorganizzazione è rimasta senza risposta.

Lo Stato non fa parte del comitato dei creditori. Il 25 settembre lo US Trustee ha nominato il comitato dei creditori non garantiti (Dkt. 58). I suoi membri sono Airbus Canada, Jackson Square Aviation, AVAP Leasing (Avation), l’aeroporto di Tallinn e gli Aeroporti lituani. Lo Stato lettone e l’aeroporto di Riga non ne fanno parte. Nell’attestazione di notifica (Dkt. 113), «Republic of Latvia» figura con gli indirizzi e-mail del Tesoro dello Stato e del Ministero dei Trasporti, ma per essa non è indicato alcun legale statunitense, sebbene per altre parti i legali siano indicati. Questo è un fatto relativo all’elenco. Non dimostra ancora se lo Stato sia rappresentato. Il 12 ottobre il Tesoro dello Stato ha confermato che lo Stato aveva presentato domanda per entrare nel comitato (si veda la parte successiva).

Che cosa sostengono gli altri creditori. Un gruppo di obbligazionisti (l’Ad Hoc Group) avanza tre affermazioni in un atto depositato presso il tribunale (Dkt. 25). In primo luogo, la sua proposta di finanziamento di transizione è stata sostenuta, nell’assemblea convocata all’inizio di settembre, dal 94% dei votanti, «including the Latvian government». In secondo luogo, mentre gli obbligazionisti facevano concessioni, la società ha continuato a pagare il prestito non garantito del suo maggiore azionista, lo Stato. In terzo luogo, il governo avrebbe svolto un ruolo centrale nella scelta dei finanziatori DIP. Si tratta di affermazioni di una parte in una controversia, non di accertamenti del tribunale. Ma la prima riguarda direttamente le risposte del Tesoro dello Stato del 22 settembre e del 2 ottobre, secondo le quali nessuna votazione ha avuto luogo. Come esattamente lo Stato abbia espresso la propria posizione era l’oggetto della P9. Il 12 ottobre il Tesoro dello Stato ha risposto solo rinviando alla pagina per gli investitori di airBaltic.

Scadenze. Il 19 ottobre alle 10:00 (ora di New York) il tribunale esaminerà le questioni relative alla gestione della liquidità e alla procedura di rigetto dei contratti (Dkt. 83, 100) e l’opposizione dello US Trustee (Dkt. 112). Lo stesso giorno alle 11:00 è prevista un’ulteriore udienza (Dkt. 98) — molto probabilmente sull’ordinanza DIP definitiva. Il piano di riorganizzazione deve essere presentato intorno al 23 dicembre e la richiesta di conferma intorno al 12 gennaio 2027 (Dkt. 20). La scadenza del prestito statale di 18 milioni di euro, il 30 dicembre, cade esattamente tra queste due date.

Tutto quanto sopra proviene da atti giudiziari pubblici. Va confrontato con le risposte delle autorità lettoni perché le decisioni sul denaro pubblico vengono prese in due giurisdizioni, ma spiegate pubblicamente in una sola.

Parte diciottesima

La terza risposta del Tesoro dello Stato: lo Stato ha presentato domanda per il comitato, ma non è stato nominato

Il 12 ottobre 2026 il Tesoro dello Stato ha risposto alla mia richiesta del 2 ottobre (P9) con lettera n. 2026/3-5.19/953, firmata dal suo direttore, K. Āboliņš. La risposta contiene un fatto nuovo.

Lo Stato ha presentato domanda per entrare nel comitato dei creditori. Il Tesoro dello Stato scrive che il 24 settembre la Repubblica di Lettonia ha presentato allo US Trustee un questionario, candidandosi, in qualità di finanziatore statale non garantito, a far parte del comitato dei creditori non garantiti. Il giorno successivo lo US Trustee ha nominato un comitato di cinque membri (Dkt. 58): Airbus Canada, Jackson Square Aviation, AVAP Leasing, l’aeroporto di Tallinn e gli Aeroporti lituani. Secondo le parole del Tesoro dello Stato, la partecipazione della Repubblica di Lettonia «non è stata approvata». In altre parole, la Lettonia ha presentato domanda e non è stata nominata, mentre l’aeroporto estone e gli aeroporti lituani sì. Il Tesoro dello Stato ritiene che ciò non incida sullo status dello Stato quale creditore né sulla sua possibilità di tutelare i propri interessi.

Il resto. Sull’assemblea degli obbligazionisti del 17 agosto, il Tesoro dello Stato ribadisce di aver agito «nell’ambito dell’autorizzazione del Consiglio dei ministri conferitale in precedenza», ma afferma che il contenuto di tale autorizzazione è ad accesso limitato perché le questioni relative ad airBaltic sono state esaminate in sedute a porte chiuse del Consiglio dei ministri. Non indica la data dell’autorizzazione (il 4 settembre il Ministero dei Trasporti aveva scritto di un mandato del 30 luglio). Non dice come abbia votato lo Stato e rinvia soltanto alla pagina per gli investitori di airBaltic. Le cifre sono invariate: 52,4 milioni di euro di crediti obbligazionari (51,8 di valore nominale e 0,6 di interessi maturati) e 18,6 milioni di euro sul prestito (18,0 di capitale e 0,6 di interessi) al 14 settembre. Sulla questione se i crediti dello Stato siano stati insinuati presso il tribunale statunitense e chi rappresenti lo Stato in tale sede, non vi è una risposta specifica: lo Stato «si avvale delle possibilità procedurali a sua disposizione» in ciascuna delle sue tre qualità — azionista, finanziatore e obbligazionista.

Il rifiuto. Il Tesoro dello Stato rifiuta di indicare quali accantonamenti o svalutazioni abbia rilevato in relazione alle passività di airBaltic, richiamando l’articolo 5, comma 2, punti 2 e 3, della legge sulla libertà di informazione e la legge sulla tutela del segreto commerciale. Tale motivazione presenta due punti deboli. In primo luogo, il punto 3 esclude la restrizione per segreto commerciale qualora sia stato concluso un contratto relativo all’utilizzo di fondi statali, e il prestito statale ad airBaltic è esattamente un contratto di questo tipo. In secondo luogo, la domanda riguarda il valore di un’attività dello Stato nella contabilità dello Stato stesso, non un segreto commerciale di una società. La lettera non indica come il rifiuto possa essere impugnato. Impugnerò questa parte del rifiuto.

Parte diciannovesima

Licenziamenti: le autorità sono state informate prima delle elezioni, il pubblico dopo

Il 5 ottobre, due giorni dopo le elezioni della Saeima, airBaltic ha annunciato pubblicamente una riduzione del personale (pubblicamente si è parlato di 500–700 posti di lavoro). Il 6 ottobre ho posto alla società sei domande sulla tempistica della decisione e delle comunicazioni e, lo stesso giorno, quattro domande di approfondimento.

Il fatto nuovo. Il 12 ottobre il Dipartimento comunicazione aziendale di airBaltic ha risposto che la comunicazione prevista dalla legge sul lavoro è stata inviata all’Agenzia statale per l’impiego e al comune di Mārupe «il 29 settembre di quest’anno». Si tratta di quattro giorni prima delle elezioni e di sei giorni prima dell’annuncio pubblico. Il 6 ottobre, alla stessa domanda, la società non aveva indicato alcuna data.

Il comune conferma. Il 13 ottobre il comune di Mārupe ha risposto alla mia richiesta di informazioni del 6 ottobre (lettera n. 1/2.1-3/1706). La comunicazione di airBaltic sul licenziamento collettivo previsto è stata firmata il 29 settembre e registrata dal comune il 30 settembre. Il numero massimo di dipendenti da licenziare attualmente previsto nella comunicazione arriva fino a 700. Il numero non è definitivo: può essere precisato, anche ridotto, ma non supererà tale cifra. La riduzione del personale dovrebbe iniziare il 29 ottobre; la comunicazione non indica una data di conclusione.

Ciò a cui la società non risponde. airBaltic non indica la data in cui è stata fissata l’entità specifica della riduzione: essa «è stata precisata nel corso dell’attuazione del piano aziendale». Se nelle consultazioni del 3 settembre sia stato comunicato un numero ai sindacati, la società non lo rende noto, affermando che le informazioni discusse in quella sede sono «confidenziali». Non vi è alcuna data per il momento in cui il Ministero dei Trasporti, in qualità di detentore delle quote, è stato informato dell’entità: la società «informa regolarmente gli azionisti». Alla domanda se l’annuncio fosse stato rinviato a dopo le elezioni, airBaltic ha risposto il 6 ottobre che la comunicazione pubblica del 5 ottobre «corrispondeva alla sequenza di questo processo».

Che cosa dimostra e che cosa no. La comunicazione del 29 settembre dimostra una cosa: l’entità — fino a 700 dipendenti — era sufficientemente definita da consentire di informarne formalmente un’agenzia statale e un comune prima delle elezioni. Non dimostra che qualcuno abbia deliberatamente ritardato l’annuncio pubblico e non risponde alla domanda su quando il governo ne sia venuto a conoscenza. Il comune di Mārupe ha risposto alla mia richiesta del 6 ottobre; le risposte dell’Agenzia statale per l’impiego e del Consiglio dei ministri sono ancora attese.

Parte ventesima

Che cosa non si sa ora

  • L’autorizzazione specifica del Consiglio dei ministri al Tesoro dello Stato — numero, data, punto del verbale.
  • La disposizione giuridica per ciascun rifiuto e la modalità di impugnazione — mancano entrambe nella risposta del Ministero del 4 settembre e in quella del Tesoro dello Stato del 22 settembre; il 2 ottobre il Tesoro dello Stato afferma che non vi è stato alcun rifiuto.
  • Il valore contabile delle posizioni dello Stato e l’eventuale svalutazione rilevata — l’entità dei crediti (52,4 + 18,6 milioni di euro) è ora nota, ma non quanto lo Stato si aspetti di recuperarne. Il 12 ottobre il Tesoro dello Stato ha negato tali informazioni, richiamando il segreto commerciale.
  • Se i crediti dello Stato siano stati insinuati presso il tribunale statunitense e chi rappresenti lo Stato in tale sede — nell’elenco di notifica del tribunale non è indicato alcun legale statunitense per lo Stato; il 12 ottobre il Tesoro dello Stato non ha dato una risposta specifica.
  • La valutazione ex ante del prestito statale citata dalla società dinanzi al tribunale statunitense — chi l’ha predisposta e quando.
  • Se il governo si sia impegnato a rispettare i traguardi previsti dalle condizioni DIP — capitale, sostegno al piano, finanziamento di uscita entro il 12 gennaio 2027 circa — e se sia in contatto con la Commissione europea.
  • Come lo Stato abbia espresso la propria posizione sulla proposta di finanziamento di transizione degli obbligazionisti — il Tesoro dello Stato afferma che nessuna votazione ha avuto luogo; un gruppo di obbligazionisti dichiara dinanzi al tribunale statunitense che il governo l’ha sostenuta.
  • Quale istituzione sia disposta a rispondere nel merito — dopo la decisione del Ministero dei Trasporti del 2 ottobre non è più chiaro a chi rivolgersi.
  • La priorità, la recuperabilità e i tempi dei crediti dello Stato nel procedimento di Chapter 11.
  • La sorte del prestito di 18 milioni di euro dopo il 30 dicembre.
  • Quando sia stata fissata l’entità della riduzione del personale di airBaltic e quando il Ministero dei Trasporti ne sia venuto a conoscenza — la società non indica date.
  • Se lo Stato abbia assunto nuovi impegni in relazione alla riorganizzazione.
Parte ventunesima

Che cosa succede ora

Dopo il 2 ottobre la questione pratica non è più soltanto «che cosa chiedere», ma «a chi». Il Ministero dei Trasporti lascia le richieste senza esame, il Tesoro dello Stato rinvia al Consiglio dei ministri e la Cancelleria di Stato rinvia di nuovo al Ministero. Per vedere quale istituzione abbia un potere reale su quale, ho tracciato una mappa di chi elegge, nomina, vigila e controlla chi in base alla Costituzione e alle leggi sulle istituzioni.

Mappa del potere in Lettonia: Saeima, Consiglio dei ministri, tribunali, Ufficio statale di revisione dei conti, Difensore civico, Procura e servizi di sicurezza, con i collegamenti di elezione, vigilanza e controllo
Mappa del potere in Lettonia — struttura giuridica, non effettiva influenza politica. Disposizioni verificate su likumi.lv. Apri la versione interattiva (in lettone).

In questo caso la mappa indica tre vie. Il tribunale amministrativo è l’unico che può obbligare il Ministero a rispondere. L’Ufficio statale di revisione dei conti può sottoporre a revisione i fondi delle società a partecipazione statale e riferisce le proprie constatazioni alla Saeima, al Consiglio dei ministri e alla Procura (legge sull’Ufficio statale di revisione dei conti, articoli 2 e 3). La Commissione Bilancio e finanze (fiscalità) della Saeima è la commissione che ha portato avanti la legge di stabilizzazione del 20 agosto; la nuova Saeima si riunisce il 3 novembre.

  • Un ricorso al Tribunale amministrativo distrettuale contro la decisione del Ministero dei Trasporti del 2 ottobre di lasciare le richieste senza esame.
  • La risposta del Tesoro dello Stato alla P9 e la risposta del Consiglio dei ministri alla P10 — entro il termine previsto dall’articolo 14 della legge sulla libertà di informazione (intorno al 23 ottobre).
  • 19 ottobre — udienza dinanzi al tribunale statunitense (Dkt. 83, 100, 112) e, molto probabilmente, sull’ordinanza DIP definitiva (Dkt. 98). Riferirò l’esito.
  • Intorno al 23 dicembre e al 12 gennaio 2027 — il piano di riorganizzazione e la richiesta di conferma; entro tale data anche i traguardi DIP relativi al capitale del governo e al finanziamento di uscita.
  • Se i rifiuti non saranno redatti nella forma prescritta dalla legge sulla libertà di informazione, eserciterò il diritto di impugnarli previsto dall’articolo 15 della stessa legge.

Le cifre menzionate nel seguito (257, 350, 30, 50, 18 e 594 milioni di euro; 25%) provengono da fonti pubbliche e da richieste precedenti; nelle richieste sono formulate come richiesta di conferma o di precisazione, non come affermazione. Il fatto del Chapter 11 risulta dalla risposta del Tesoro dello Stato del 22 settembre e dalle dichiarazioni pubbliche della società. L’entità dei crediti dello Stato (52,4 e 18,6 milioni di euro) proviene dalla risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/931 del 2 ottobre.

Documenti

Tutti i documenti elencati di seguito sono firmati con firma elettronica sicura e recano una marca temporale. I documenti originali sono in lettone.

  1. Richiesta di informazioni, 13.08.2026 (domande 1–30)
  2. Richiesta integrativa di informazioni, 15.08.2026 (domande 31–38)
  3. Seconda richiesta integrativa di informazioni, 18.08.2026 (domande 39–44)
  4. Terza richiesta integrativa di informazioni, 19.08.2026 (domande 45–49)
  5. Lettera del Ministero dei Trasporti n. 03.2-02/2521, 20.08.2026
  6. Obiezioni all’inoltro delle istanze, 22.08.2026
  7. Richiesta procedurale di chiarimento, 26.08.2026 (P1–P5)
  8. Lettera del Ministero dei Trasporti n. 03.2-02/2658, 04.09.2026
  9. Quarta richiesta integrativa di informazioni, 06.09.2026 (domande 50–57; P6)
  10. Quinta richiesta integrativa di informazioni, 11.09.2026 (domande 58–61; P7)
  11. Sesta richiesta integrativa di informazioni, 22.09.2026 (domande 62–68; P8)
  12. Richiesta al Tesoro dello Stato di chiarimento della risposta n. 899, 22.09.2026
  13. Risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/899, 22.09.2026
  14. Lettera della Cancelleria di Stato n. 6.2.2./2026-FIZ-904-3015, 25.09.2026
  15. Risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/931, 02.10.2026
  16. Risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/953, 12.10.2026
  17. Seconda richiesta di chiarimenti al Tesoro dello Stato (P9), 02.10.2026
  18. Richiesta di informazioni al Consiglio dei ministri (P10), 02.10.2026
  19. Lettera del Ministero dei Trasporti n. 03.2-02/2951, 02.10.2026

Fonti

  • Saeima. La commissione Bilancio deferisce alla Saeima il disegno di legge sulle misure di stabilizzazione finanziaria di airBaltic — saeima.lv (in lettone)
  • Saeima. La Saeima adotta la legge sulle misure di stabilizzazione finanziaria di airBaltic (20.08.2026) — saeima.lv (in lettone)
  • Ministero dei Trasporti. Il governo sostiene la proroga del termine di pagamento del prestito statale ad airBaltic (25.08.2026) — sam.gov.lv (in lettone)
  • Ministero dei Trasporti. Il governo sostiene misure per garantire la stabilità finanziaria di airBaltic (14.08.2026) — sam.gov.lv (in lettone)
  • LSM.lv. airBaltic cambia rotta: flotta più piccola e nuovi finanziamenti per centinaia di milioni (11.08.2026)
  • LSM.lv. Gli obbligazionisti di airBaltic approvano la capitalizzazione dei pagamenti degli interessi (17.08.2026)
  • LSM.lv. La Saeima approva la proroga del prestito statale ad airBaltic e l’acquisto di ulteriori obbligazioni (20.08.2026)
  • LSM.lv. Il governo sostiene la proroga a fine anno del termine di pagamento del restante prestito statale ad airBaltic (25.08.2026)
  • Legge sulla libertà di informazione — likumi.lv/ta/id/50601
  • Legge sulle istanze (versione in vigore dal 01.03.2026) — likumi.lv/ta/id/164501
  • AS Air Baltic Corporation. Comunicato su un accordo relativo a un finanziamento ponte fino a 257 milioni di euro (03.09.2026)
  • LSM.lv. airBaltic concorda un prestito fino a 257 milioni di euro (03.09.2026) — lsm.lv
  • Dienas Bizness. Il governo discute di nuovo la situazione di airBaltic ma non adotta decisioni (08.09.2026) — db.lv
  • jauns.lv. airBaltic rinvia l’assemblea degli obbligazionisti — gli investitori hanno bisogno di più tempo (09.2026) — jauns.lv
  • ch-aviation. airBaltic files for Chapter 11 bankruptcy protection (14.09.2026) — ch-aviation.com
  • U.S. Bankruptcy Court, Southern District of New York. Causa n. 26-12188; documenti della causa — Epiq Corporate Restructuring: dm.epiq11.com/airbaltic
  • Stesso fascicolo: Dkt. 14 — dichiarazione del direttore finanziario V. Jakovļevs (14.09.2026); Dkt. 20, 21, 23 — richieste del primo giorno e previsione di cassa; Dkt. 25 — dichiarazione dell’Ad Hoc Group; Dkt. 45 — ordinanza DIP provvisoria con term sheet (16.09.2026); Dkt. 58 — nomina del comitato dei creditori (25.09.2026); Dkt. 79 — contratto di credito DIP; Dkt. 83, 98, 100, 112 — questioni per l’udienza del 19.10.2026; Dkt. 113 — attestazione di notifica (08.10.2026)
  • Risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/899, 22.09.2026
  • Risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/931, 02.10.2026
  • Risposta del Tesoro dello Stato n. 2026/3-5.19/953, 12.10.2026

© 2026 Knezins.com · Riga, 31 agosto 2026 · aggiornato il 14 ottobre · versione inglese pubblicata il 28 settembre

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